martedì 13 novembre 2012

Cos'è la formazione esperienziale? Intervista all'Associazione Kamaleonte

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Paolo Carnicelli, esponente dell'Associazione Kamaleonte che ormai da anni realizza interventi di formazione esperienziale e di outdoor training.

Considerata l'espansione che sta avendo questa tipologia di formazione, e l'esperienza unica in Italia da parte dell'associazione, abbiamo posto a Paolo alcune curiosità.
Ecco la bella intervista che ne è scaturita.


D: Ciao Paolo. L'apprendimento esperienziale è un nuovo modello formativo al quale sempre più soggetti guardano con interesse e curiosità. Di cosa si tratta nello specifico?

R. Un antico detto dice: “Non è importante l'esperienza che fai, ma ciò che ne fai di quell'esperienza”.
L'apprendimento esperienziale è un tipo d'intervento educativo, nel senso più stretto del termine (tirar fuori). Il conduttore ha il ruolo di facilitatore dei processi di apprendimento; propone e fornisce la possibilità di fare un'esperienza specifica (nel caso dell'outdoor, in ambiente naturale); ma l'oggetto dell'apprendimento è proprio del partecipante. In senso maieutico, è solo la persona che sa cosa ha imparato dall'esperienza. Il facilitatore lo aiuta a farne qualcosa di utile a se stesso.

D. Uno degli aspetti più interessanti è senza dubbio la trasversalità della proposta: dai più giovani agli adulti queste esperienze possono risultare adeguate per ogni fascia di età. Perché?

R. Impariamo ad ogni età, ma con modalità diverse e aspetti diversi della conoscenza. L'età non è altro che un'aspetto dell'apprendimento. Per questo le proposte di formazione sono studiate specificamente per fasce d'età; in particolare fino all'adolescenza compresa.
In alcuni casi l'incontro in un corso fra persone di generazioni diverse ha un grande valore aggiunto: il confronto fra modalità differenti di elaborazione dell'esperienza, dove s'incontra la diversità in modo ancora più profondo.

D. Consapevolezza. Sviluppo. Cambiamento. Puoi dare una lettura in chiave “esperienziale” di queste tre parole? Qual’è il loro significato?

R. Siamo esseri in continuo movimento e cambiamento, giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza. Non possiamo fare a meno di crescere e di cambiare, perciò la consapevolezza diventa la chiave per accedere al valore dell'esperienza ai fini della ricerca del benessere.
Sviluppo indica il processo di aprire ciò che è “avviluppato”, cioè chiuso su se stesso. Questà è proprio l'immagine che come facilitatori abbiamo delle risorse della persona: già presenti in essa, ma da tirar fuori e utilizzare.

D. Quant’è importante l’aspetto outdoor in questo percorso formativo?

R. Crescere significa allargare la nostra visione del mondo e la nostra capacità di stare nel mondo trovando soluzioni alle difficoltà che incontriamo. E per crescere bisogna entrare in contatto con realtà a noi sconosciute, uscire dal comfort e scoprirci diversi da come pensavamo di essere; in quest'ottica l'ambiente naturale, l'attività outdoor, contribuisce a metterci in uno stato di scoperta più profonda di noi stessi e degli altri, perché si hanno meno punti di riferimeto sicuri, meno certezze.

D. Uno sguardo speciale ai giovani. Umberto Galimberti nel suo libro “L’ospite inquietante” scrive che il nichilismo “penetra nei  sentimenti dei giovani, confonde i loro pensieri, cancella prospettive e orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui”. Dalla tua esperienza di formatore, quanto nichilismo c’è nei giovani oggi e come li vedi cambiare al termine di un percorso di outdoor training?

R. Il nichilismo è uno stato mentale. Può produrre una situazione sociale, ma parte comunque dall'individuo. E' il risultato di un'elaborazione di ciò che uno percepisce, passato per filtri e valori personali.
Nel mio approccio formativo, lavoriamo proprio sulle modalità che la persona ha di costruirsi l'immagine del mondo, che necessariamente differisce da esso. Questa immagine a volte non è funzionale al benessere, ma spesso è d'intralcio al proprio sviluppo.
L'apprendimento esperienziale stimola un cambiamento del proprio modo di costruirsi la realtà più congeniale alla propria ricerca di senso di sé, degli altri, del mondo.

D. Da cosa o da chi nasce la Formazione esperienziale? Ci puoi consigliare una bibliografia essenziale per chi si vuole approfondire l’argomento?

R. Si può andare notevolmente indietro nel tempo, fino a trovare pilastri dell'apprendimento come Socrate e poi altri grandi pensatori, fino a Rousseau, che nell'Emilio esprime il concetto fondante di sviluppo ed educazione attraverso il contatto immediato, nel senso di non mediato, con la natura.
Nei tempi moderni ci rifacciamo a Kolb, che negli anni ottanta ha formulato la teoria del “ciclo dell'apprendimento”, rifacendosi ai pensieri di Lewin, di Piaget e di Dewey.
La bibliografia di questi autori è vasta e, in italiano, non c'è un vero testo di riferimento.

Per Franco Angeli, abbiamo partecipato alla stesura di un testo, redatto a più mani, che può fornire un utile orientamento: Formazione esperienziale: istruzioni per l'uso. Wiki-manuale per orientarsi nell'experiential learning.

D. L’associazione KAMALEONTE è ormai una realtà consolidata nel panorama italiano. Quando nasce e come si è sviluppata?

R. Fondata ufficialmente nel 2005, anche se costituita già da diversi anni sotto la forma di cooperativa “Tre periodico”. Il team nasce dall’incontro di un gruppo di pionieri dell’educazione non formale e dell’apprendimento esperienziale, nonché di ricercatori e redattori di pubblicazioni in ambito pedagogico.
Rivolta sia sul territorio nazionale che quello internazionale, è partner di diverse realtà che lavorano per la crescita e lo sviluppo personale di bambini, giovani e adulti, attraverso la metodologia dell'apprendimento esperienzale; è dunque specializzata in percorsi formativi per aziende pubbliche e private, scuole, istituzioni, associazionismo e singoli profili come educatori, formatori e psicologi.
Tra le diverse realtà del quale il Kamaleonte è partner, emergono la “Rete Educare ai Diritti Umani” (www.educareaidirittiumani.net) e la “International Academy of Experiential Learning” (www.viaexperientia.net), che sul territorio internazionale è diventata, negli ultimi 3 anni, una realtà di rilievo per la formazione professionale di facilitatori di processi formativi.
Ulteriori informazioni si possono trovare sul nostro sito www.kamaleonte.org.




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