lunedì 14 aprile 2014

Convegno "Alzheimer e demenze: la rete del Sollievo e le best practices esistenti nella Vallesina"

Sabato scorso sono intervenuto al Convegno svoltosi a Jesi ed organizzato da Alma Consulting sul tema di Alzheimer e demenze, con particolare riguardo alla situazione della Vallesina.
Mi è stato chiesto dagli organizzatori di trattare l'argomento dell'incontro tra il servizio pubblico ed il privato sociale.

L'argomento, lo ammetto, è di una vastità infinita, basti solo citare la normativa e le varie sentenze relative alle modalità di aggiudicazione delle gare di appalto nel settore dei servizi sociali, un universo variegato all'interno del quale è difficile orientarsi. In ogni caso ho strutturato l'intervento facendo attenzione a far emergere il progresso che nel corso di questi anni ha fatto il Terzo Settore nella gestione dei servizi pubblici.
Ora, è innegabile che la Legge 328/2000 abbia dato il via alla gestione esternalizzata dei servizi sociali e soprattutto abbia conferito al Terzo Settore (associazionismo, cooperazione sociale, impresa sociale, consorzi etc...) un ruolo che stentava ad essere riconosciuto.
Per preparare la relazione sono andato a cercare gli ultimi studi in materia, focalizzando l'attenzione sui dati delle più recenti rilevazioni, per lo più risalenti alle ultime due annualità. Ne ho ricavato un quadro a tinte disunite ed ancora non molto chiaro.

Partiamo da un sorpasso epocale: nel 2012 i servizi sociali gestiti dal Terzo Settore sono stati il 58% del totale dei servizi presenti nel territorio italiano. Si potrebbe con tranquillità affermare che il welfare mix (o welfare community) tanto studiato stia avendo compimento, ed in realtà non diremmo una bugia. I dati però, come sempre, chiariscono ancora meglio la situazione.
Le forme gestionali scelte dalle Pubbliche Amministrazioni sono disparate, e lascia stupiti che poco meno del 20% delle esternalizzazioni vengono effettuate tramite gara di appalto, mentre la fette più grande è riservata a gestioni tramite consorzi e convenzioni.
Esiste ancora nel nostro paese un 10% di gare di appalto che vengono aggiudicate esclusivamente con la formula del massimo ribasso economico, di fatto vietata dalla vigente normativa in fatto di servizi utilità sociale. Di contro, crescono i servizi gestiti direttamente dal privato sociale, senza alcun contributo del pubblico.

Nel cercare degli esempi di ottima integrazione tra pubblico e privato, ho evidenziato due forme gestionali a mio avviso interessanti: la concessione e l'accreditamento. La riduzione del rischio di impresa da parte della PA nel primo caso e lo stimolo al libero mercato del secondo sono due interessanti esempi di collaborazione, nei quali la componente pubblica deve garantire la qualità attraverso delle modalità di selezione dei soggetti privati molto rigida.

Se si parla invece di best practices a livello nazionale, è indubbio che la nuova frontiera del Terzo Settore sia rappresentata dal Secondo welfare, o meglio da quegli interventi posti in essere dalle imprese per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti (selezionando tra le etichette di questo articolo il termine secondo welfare potete leggere alcuni esempi che ho trattato in questo blog).

Dunque, a che punto è del suo compimento il welfare mix? In espansione di certo, ma siamo ancora lontani da una definitiva attuazione.

venerdì 4 aprile 2014

La Fondazione Cariplo e l'innovazione sociale

Il bando pubblicato dalla Fondazione Cariplo in questi giorni, giustamente intitolato "Welfare in Azione", si pone quale obiettivo l'innovazione sociale e la realizzazione di nuove governance tra pubblico e privato sociale.

In attesa di vedere quali saranno i progetti finanziati, alcuni aspetti mi hanno fortemente colpito.
In primis, la stretta territorialità dal bando. Infatti, possono partecipare soggetti giuridici che programmino attività nei territori della Lombardia e delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
E poi, naturalmente, l'importo totale del Bando: 10 milioni di euro, e per ogni progetto un minino di 1,5 milioni.

Con questi due aspetti è chiaro che l'investimento sul territorio è forte, ed è anche un ritorno all'importanza della Comunità, che reinveste su se stessa.

Qui potete trovare il Bando integrale: http://www.fondazionecariplo.it/static/upload/ban/bando-welfare-web.pdf

giovedì 13 marzo 2014

L'Alba, il ristorante di Pisa gestito da ex pazienti psichiatrici



Continuando nell'approfondimento dei progetti e delle idee inerenti l'area del disagio mentale, colpisce positivamente l'esperienza del Circolo Aci L'Alba di Pisa.

La caratteristica di questo ristorante è di essere gestito interamente da ex pazienti psichiatrici, e pertanto di ospitare nei suoi locali non solo un ristorante a tutti gli effetti (con tra l'altro recensioni entusiastiche su Tripadvisor), ma anche numerose attività incentrate sul disagio e sulla fragilità fisica, e pertanto anche sul sollievo alle famiglie.

Vengono duque organizzati gruppi incontro di auto aiuto, il telefono amico, incontri speciali ed approfondimenti sul tema del disagio mentale, arte terapia, e naturalmente tirocini formativi in collaborazione con il Comune.

Per saperne di più: Sito Associazione "L'Alba"

mercoledì 15 gennaio 2014

Concorso letterario Storie di guarigione

La malattia psichica è di certo una delle paure recondite della nostra società. Lo sappiamo: siamo disposti e benevoli nell'accettare un malato di qualsiasi altra patologia, ma la paura nei confronti del malato di mente è sempre presente nel contesto sociale.

I dati però indicano, contro ogni pensiero diffuso, che le speranze di guarigione in casi di patologie psichiatriche non sono poi così rare. Anzi, per alcune patologie (una delle quali la schizofrenia) è addirittura possibile arrivare al 50% delle guarigione, naturalmente in arco di tempo che non possono essere le settimane o i mesi.

Ed allora, se il disturbo mentale può essere considerato un ricordo del passato, perchè non parlarne, anzi scriverne? Ecco dunque il Concorso letterario storie di guarigione, che sprona queste persone che hanno superato la malattia a raccontare attraverso uno scritto la propria esperienza.
Il Concorso è organizzato da alcune Associazioni del Biellese insieme al Comune di Biella, al Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL ed alle Cooperative Sociali del territorio. A questo sito è possibile reperire informazioni sul Concorso: vai al sito.


lunedì 13 gennaio 2014

Il secondo welfare lombardo e l'artigianato

Diciamolo chiaramente: sino ad oggi di welfare a favore di artigiani non se n'è mai parlato. Anzi, di certi servizi a favore di questa categoria professionali si è sempre cercato di fare a meno. Succede però che la crisi colpisca forte e non escluda (purtroppo) nessuno, e succede anche che laddove le grandi imprese possono avere accesso agli ammortizzatori sociali, le piccole imprese, così tanto enfatizzate (a  ragione) per essere il vero motore dell'economia del Bel Paese, non godano di paracaduti a favore dei lavoratori in caso di crisi.

Ecco dunque che rappresenta una novità l'accordo siglato nella Regione Lombardia al termine dei tavoli di lavoro per i rinnovi contrattuali dei sette comparti dell'artigianato, nel quale si prevedono due importanti interventi:

- l'introduzione di un salario di produttiva (i singoli premi hanno un valore minimo e massimo calcolato secondo i paramtri produttivi)
- la costituzione nel corso del 2014 di un fondo di welfare contrattuale a favore dei lavoratori, che permetterà di erogare anche agli artigiani prestazioni integrative a carattere sociale e sanitario.

Per comprendere l'entità dei lavoratori oggetto di questi accordi, i Sindacati lombardi hanno stimato che le decisioni assunte ricadono su una platea tre volte superiore di quella dei lavoratori della FIAT.

Uno spiraglio di secondo welfare dunque si affaccia anche in questo settore.